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"Generalmente parlando, i koan sono tratti da dialoghi autentici tra maestri zen e studenti, o tra praticanti avanzati, oppure dai sutra o da antichi detti. La maggior parte delle volte, i koan sono di natura paradossale e non possono venire compresi dall’intelletto. Quindi, un koan può venire inteso solo grazie all’esperienza diretta della mente autentica, da cui è nato." (Il fiore di Loto)

Nella casa nuova ho trovato molti libri "vecchi" (non antichi, solamente vecchiotti) che trattavano temi a me incomprensibili (cose di elettronica). Invece di buttarli via, ho pensato che potevano ancora essere buoni per qualcosa. Perché chiamo questi lavori "koan pages"? Come è scritto nella citazione iniziale i koan riguardano il rapporto maestro-discepolo. Nei libri, di solito, c'è sempre qualcosa da imparare e quindi il rapporto fra maestro e studente, si ripropone.

"Cos’è un koan? Questa stessa domanda è un koan, perché un koan non può ricevere una risposta o essere compreso dall’intelletto." (Il fiore di Loto)

Ho cercato all'interno di queste pagine di trovare frasi particolari, di costruire messaggi che potessero essere sia di ispirazione che fonte di nascita di riflessione. Una volta incorniciati e appesi ad un muro, quindi, non solo rappresentano un'opera artistica, ma interagiscono con la persona che le osserva.

"Un koan è un modo diretto per far sì che la nostra mente, naturalmente dubbiosa, superi la barriera dell’illusione e si risvegli alla nostra natura autentica." (Il fiore di Loto)

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